Collegato ambientale alla legge di stabilità 2016: al via la rivoluzione verde

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E’ stato pubblicato nella GU –Serie Generale n.13 del 18.01.2016 il cd.”Collegato ambiente” alla legge di stabilità 2016, si tratta della legge recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali“.

La legge prevede una serie di novità  sostanziali in materia di appalti verdi (green public procurement“) e alcune modifiche al codice dei contratti pubblici.

Vi sono diverse disposizioni fortemente innovative contenute nel Capo IV che tratta  specificatamente di “Disposizioni Particolari sul Green Pubblic Procurement  i cosiddetti acquisti verdi nelle Pubbliche Amministrazioni”

Le novità sono contenute negli articoli (dal 16 al 22) e la cui applicazione, porterà  ad una vera rivoluzione negli appalti e nei servizi indette dalle PA e conclude il lungo iter parlamentare del provvedimento legislativo.

Un importante cambiamento di rotta che arriva in attuazione dei numerosi provvedimenti della Commissione e recepiti con l’adozione del Piano di Azione Nazionale del Green Pubblic Procurement già nel 2008 ( PAN-GPP )e  revisionato nel 2013.

Le modifiche intervengono sul Codice dei Contratti con numerose disposizioni: dalla garanzie a corredo dell’offerta al fine di prevedere la riduzione della garanzia per gli operatori economici in possesso di registrazione di  sistemi di ecogestione  (quali EMAS o ecolabel etc) ;alla modifica dell’art. 83 del codice dei contratti  inserendo tra i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa alcuni nuovi parametri e requisiti tra cui il possesso dei sistemi di ecogestione.

L’art.17, promuovere inoltre l’adozione di sistemi di ecogestione da parte degli operatori  attraverso il criterio della preferenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici: l’articolo infatti prevede che, nell’assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale, nella formulazione delle graduatorie costituirà  titolo preferenziale la registrazione EMAS delle organizzazioni pubbliche e private e/o il possesso di una certificazione Ecolabel per un proprio prodotto o servizio. La disposizione è applicata prioritariamente nella programmazione dei fondi europei 2014-2020.

Inoltre l’articolo 18, attraverso l’introduzione dell’articolo 68-bis nel codice dei contratti si disciplina l’applicazione dei “criteri ambientali minimi» (CAM) negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi” nell’ambito delle categorie previste dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (PAN-GPP).

In particolare, la norma prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni, incluse le centrali di committenza, di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali attraverso l’inserimento, nei documenti di gara relativi ai predetti appalti e affidamenti, le specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei decreti ministeriali adottati in attuazione del PAN-GPP al 100% per alcune tipologie di beni, e ,per almeno il 50%, per altre categorie di prodotti e servizi; l’applicazione avverrà in automatico per le ulteriori categorie di servizi e di prodotti per i quali nel frattempo siano stati pubblicati i relativi decreti di attuazione emanati dal Ministero Ambiente.

All’art.19 si prevedono le azioni di monitoraggio da parte dell’Osservatorio  e l’integrazione dei bandi tipo con  le specifiche tecniche contenuti nei Criteri Minimi Ambientali e,all’art.21, si prevede  l’introduzione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale denominato “Made Green in Italy” che adotta la metodologia dell’impronta ambientale dei prodotti (PEF) definita dalla raccomandazione 2013/179/UE della Commissione del 09.04.2013.

Le disposizioni contenute determineranno   una vera e propria rivoluzione verde e  gli operatori pubblici e privati  dovranno da una parte avere una conoscenza approfondita dei Criteri Ambientali Minimi per singola categoria di prodotto e di servizio e dall’altra dovranno avere conoscenza dei principali strumenti e sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO 14.000 etc); le etichettature ecologiche (Ecolabel etc ); le dichiarazioni ambientali; le metodologie di analisi del ciclo di vita (LCA) l’impronta ecologica dei prodotti (Carbon Footprint, PEF ) nonché e delle direttive di ecogestione della Commissione  ( EUP,ERP Ecodesign).

T. Cellura (www.appaltiecontratti.it 20/1/2016)

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